Nessun caso di contagio registrato. Misure cautelative e preventive: chiudono per una settimana 4 check-point al confine tra la Repubblica di Cipro (RdC) e la Repubblica Turca di Cipro Nord (RTCN). È la prima volta dal 2003. Misure adottate per garantire «controlli più efficaci», afferma il Ministro della Salute della prima, Constantinos Ioannou.
Sabato 29 febbraio, ore 12:00, impazza la protesta dei Ciprioti che, sotto la spinta di Unite Cyprus Now – associazione impegnata a promuovere iniziative con l’intento di favorire la cooperazione fra le parti e la risoluzione dell’annosa Questione Cipriota – si sono riversati in strada nel centro della capitale, Nicosia. Nei pressi di un punto di passaggio solitamente molto frequentato e anch’esso chiuso, quello di Ledra Street. Una protesta pacifica quella del 29 febbraio scorso. I ciprioti non vogliono muri, vogliono solo affrontare insieme tutte le questioni che li riguardano, si sentono entità unica.
«Un insulto alla nostra intelligenza», così Kemal Baycalli di Unite Cyprus Now, evidentemente in completo disaccordo con le misure adottate dal governo della RdC. Sempre secondo i leader dell’associazione, soltanto la Commissione Europea ha il diritto di prendere decisioni del genere riguardanti la regolamentazione della Green Line, dal 1974 demarcazione tra il Nord e il Sud di Cipro. Una decisione, spiegano ancora gli attivisti di Unite Cyprus Now – contraria alle indicazioni delle recenti Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, volte a implementare scambi sempre più frequenti fra le due diverse repubbliche.
È chiaro: anche il Governo greco-cipriota, che rappresenta Cipro nell’Unione Europea, deve seguire le direttive dell’Oms, così come tutti i Paesi nel mondo, ma la situazione dell’isola è ancor più complessa. I porti della RTCN, per esempio, non sono ufficialmente controllati perché ritenuti illegali dalla Repubblica di Cipro.
Quindi, perché solo 4 checkpoint e non tutti? Se lo chiedono i ciprioti, non solo Unite Cyprus Now, per cui «Un virus non sceglie quale check-point attraversare».
Giovanni Vazzana
Classe 1986. Palermitano di nascita, a Pisa gli studi universitari linguistici. Poi assistente di lingua italiana in Lorena, Francia. Da sempre attento ai problemi delle minoranze, degli Stati divisi, in particolare Cipro. Aderisce all’Associazione italiana Giovani per l’UNESCO.
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